BSC 79

Vincenzo Criscuolo, Roberto Menini (1837-1916) arcivescovo cappuccino, vicario apostolico di Sofia e Plovdiv (Bibliotheca seraphico-capuccina, 79). Roma, Istituto Sto­rico dei Cappuccini, 2006. 24 cm., 918 p., ill. (€ 60,00). - ISBN 88-88001-37-9

 

BSC079Il volume, di taglio storico-biografico-documentario, è tutto centrato sulla persona e sull'attività oratoria, missionaria e pastorale di Roberto Menini. Nato a Spalato il 18 ottobre 1837 e trasferitosi presto con la famiglia a Zara, compí in quest'ultima città gli studi ginnasiali e liceali; si trasferí quindi diciassettenne prima a Graz, poi a Vienna, per intraprendere gli studi di giurisprudenza presso le locali Università, conclusi con gli esami finali il 19 ottobre 1859. In seguito a un periodo di riflessione e sofferta ma­tu­razione, decise nel 1860 di entrare tra i cappuccini della Provincia di Trento: dopo il noviziato nel convento di Ala, lo studio teologico a Trento e l'ordinazione sacer­dotale, ricevuta dalle mani del vescovo trentino Benedetto Riccabona il 5 luglio 1863, sua principale attività fu inizialmente l'inse­gnamento e la predicazione; si diede successi­va­mente in modo esclusivo al ministero della predicazione, prima limitata ai periodi di quaresima ed avvento, poi estesa a tutto il corso dell'anno, soprattutto tramite gli esercizi spirituali e le missioni popolari. L'11 gennaio 1880 fu eletto vescovo coadiutore di Sofia e Plov­div e fu consacrato il 2 febbraio seguente. Il 5 maggio 1880 raggiunse il suo nuovo campo di apostolato, dove svolse la sua attività missionaria e apostolica come vescovo coadiutore fino al 1885, quindi come arcivescovo e vicario apostolico delle due sedi vescovili bulgare fino alla morte, avvenuta a Sofia il 14 ottobre 1916. La pluriennale ricerca archivistica, estesa agli archivi di tutta Europa, ha consentito di situare storicamente e di contestualizzare su base documentaria il personaggio e l'intera sua attività prima nell'ambito dell'attività pastorale cappuccina in Dalmazia e nell'Italia centro-settentrionale, quindi di fissare i suoi molteplici impegni e realizzazioni nel vicariato apostolico di Sofia e Plovdiv, ove Roberto Menini svolse il suo apostolato per ben 36 anni. Grande spirito di iniziativa e vigorosa intraprendenza, coadiuvate dalle ottime relazioni con le autorità governative e dalla riconosciuta capacità di reperire i necessari fondi finanziari, resero possibile al vicario apostolico il restauro e l'amplia­men­to delle istituzioni ecclesiastiche preesistenti e la realizzazione ex novo di numerose opere religiose, assistenziali e didattiche in territorio bulgaro: vanno ascritte alla sua ini­zia­tiva, tra le altre, a Sofia tre ampliamenti e restauri della cattedrale, la costruzione della residenza vescovile e della casa per i missionari, la fondazione del seminario e del no­vi­ziato cappuccino, l'ere­zione della scuola maschile e l'ampliamento di quella femminile, e ancora l'ospedale "Principessa Clementina", la chiesa "San Francesco", l'orfanotrofio "Principessa Nade'da", l'asilo infantile "Sant'Elisabetta" e la cappella del cimitero catto­lico; a Plovdiv vanno ricordati soprattutto la fondazione del seminario, quindi il restauro della cattedrale e della residenza vescovile, la costruzione del campanile o "Torre Leoniana", la fondazione delle chiese "San Giuseppe" e "Madonna di Lourdes", e ancora la costruzione di case per le famiglie povere, l'espansione strutturale della scuo­la maschile e femminile, l'ampliamen­to dell'orfanotrofio e dell'asilo infantile, la fon­dazione dell'ospedale internazionale, della tipografia cattolica e della cappella cimi­te­ria­le. A questo va aggiunta una multiforme azione promozionale nelle altre stazioni mis­sio­narie, orientata al restauro o alla costruzione ex novo di chiese e di scuole. Oltre a tali importanti realizzazioni, i meriti piú grandi del vicario apostolico Roberto Menini, ben articolati e discussi nel corso del volume, vanno individuati nella sua costante e operativa preoccupazione per la crescita materiale, culturale e religiosa della popolazione cattolica bulgara e soprattutto nella formazione a partire dal nulla di un numeroso clero secolare e regolare autoctono, nel quale nei critici decenni futuri e fino ai nostri giorni affonderanno le loro radici significativi e coraggiosi esponenti del cle­ro cattolico fino all'attuale gerarchia ecclesiastica, chiamata da Dio, sulle orme del Me­nini, a reggere e a pascere il gregge del Signore che è in Bulgaria.

 

 

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