CF 81 (2011) 3-4

Articuli:

 

Marzia Ceschia, L'esegesi cristocentrica di Roberto Grossatesta. Osservazioni sulla Particula Prima dell'Hexaemeron 429-449

Sommario. – La Sacra Scrittura costituisce per l'uomo medievale una realtà vivente e non una narrazione. Il contributo di Roberto Grossatesta (1170 ca-1253), pur in linea con l'esegesi medioevale, avanza una novità di prospettiva esegetico-teologica con la propria "originalità intuitiva". Il contributo analizza la Particula prima del suo Hexaemeron, focalizzando il criterio dell'Autore nell'interpretare la Scrittura e nel'individuare gli elementi di continuità e di novità. Il Christus integer è la chiave di lettura e la chiave esegetica, il Verbo che dischiude il significato della Parola, luogo teologico per eccellenza. La Scrittura fonda la teologia e le altre scienze hanno valore strumentale e funzionale. Nel racconto della creazione Grossatesta coglie la presenza del Verbo nel venire all'essere di tutte le cose ex nihilo, sicché, come tutto in Lui è stato creato, tutto è a Lui orientato e in Lui trova compimento. In particolare, il cammino della creazione appare volto al compiersi dell'umanità nel corpo di Cristo che è la sua Chiesa, luogo della ri-unificazione definitiva in Lui alla consumazione dei tempi e della quale è segno sacramentale l'Eucaristia.

Parole Chiave: - Teologia medievale – Esegesi biblica – Roberto Grosseteste -

Summary. – For the medieval man, the Holy Scripture was a living reality and not a mere narrative. Robert Grossetesta (ca 1170 - 1253), although in line with the medieval exegesis, offers a new exegetical and theological perspective with his own "intuitive originality". The present study discusses the Particula prima of Grossetesta's Hexaemeron, focusing on his criterion for interpreting Scripture and identifying the elements of continuity and originality. The key to both interpretation and exegesis is Christus integer, the Word that reveals the meaning of the Scripture, the theological space par excellence. The Scripture is the basis of theology and the other sciences have an instrumental and functional value. In the creation account, Grossetesta recognises the presence of the Word in the bowels of the being of all the things created ex nihilo, so, as everything was created in Him, everything is oriented to Him and finds fulfilment in Him. In particular, the path of creation appears to be aimed at humankind's fulfilment in the body of Christ which is his Church, the place of the definitive reunification in Him at the end of time and of which sacramental sign is the Eucharist.

Keywords: - Medieval theology - Biblical exegesis - Robert Grossetesta

 

Joshua C. Benson, Fons sapientiae verbum Dei in excelsis. John Pecham's Inaugural Sermon? 451-478

Summary. - This essay argues that the sermon Fons sapientiae Verbum Dei in excelsis is the Franciscan John Pecham's (d. 1292) inaugural sermon at Paris. As a consequence, this research is linked to the previous thesis of Ignatius Brady that John Pecham disputed questions on the eternity of the world as part of his inaugural exercises. The present essay will be of interest to those working on inaugural sermons, John Pecham in particular, and his involvement with the debates on the eternity of the world and the position of Thomas Aquinas on that issue.

Keywords: Medieval theology – Inaugural Sermons – John Pecham – St. Bonaventure – Eternity of the World

Sommario. - Nel saggio si sostiene che il sermone Fons sapientiae Verbum Dei in excelsis costituisce il sermone inaugurale tenuto a Parigi dal francescano John Pecham's (†1292). La ricerca si collega quindi alla precedente tesi di Ignazio Brady che John Pecham abbia trattato le questioni sull'eternità del mondo all'inizio della sua attività. Il saggio interesserà coloro che studiano i semoni inaugurali e in particolare John Pecham e il suo coivolgimento nei dibattiti sull'eternità del mondo e sulla posizione in merito di Tommaso d'Aquino.

Parole chiave: Teologia medievale – Sermoni inaugurali – John Pecham – San Bonaventura – Eternità del mondo

 

Alberto Forni - Paolo Vian, Un codice curiale nella storia della condanna della Lectura super Apocalipsim di Pietro di Giovanni Olivi. Il Parigino latino 713 (I) 479-558

Sommario: - Per più di un quarto di secolo la Lectura super Apocalipsim di Pietro di Giovanni Olivi fu al centro di letture, esami, consultazioni, da parte di vescovi e teologi vicini al papa e in alcuni casi operanti in Curia. L'articolo inizialmente ripercorre la storia postuma dell'opera oliviana, che conserva ancora numerose zone d'ombra, in particolare le vicende della censura magistrale e della condanna papale (1317-1326), aggiornando i fondamentali lavori di Franz Ehrle (1887), Joseph Koch (1933) ed Edith Pásztor (1958) alla luce dei contributi più recenti offerti da Sylvain Piron.
Vengono successivamente confrontati i testi della censura magistrale del 1317-1319: l'elenco degli 84 articoli nella prima scelta operata da Niccolò da Prato (sulla base dei mss. Paris, Bibliothèque Nationale de France, lat. 3381 A e Città del Vaticano, Biblioteca Vaticana, Vat. lat. 11906), dei 60 articoli compresi nella cosiddetta Littera magistrorum (nell'edizione Baluze-Mansi del 1761), affiancati dalla registrazione delle numerose indicazioni (segni di varia natura: parole, maniculae, braccia terminanti con maniculae e cosí via) presenti nei fogli del ms. Paris, Bibliothèque Nationale de France, lat. 713. Il confronto verte anche sulla personale selezione operata da Giovanni XXII a partire dal 1322 (limitandosi ai quattro articoli identificati dal Koch). Dal confronto effettuato discendono alcune considerazioni sull'indiscutibile rapporto del ms. Par. lat. 713 - testimone quindi privilegiato, per autorevolezza e datazione, fra quelli che trasmettono il testo - con la censura magistrale degli anni 1317-1319 e con la successiva estrazione degli articoli da parte del papa. Sulle indicazioni, presenti nel manoscritto parigino, relative a passi della Lectura super Apocalipsim che non hanno corrispondenza nelle scelte degli 84/60 articoli e nei quattro articoli di scelta papale si soffermerà la seconda parte dell'articolo; in essa inoltre si cercherà, con una considerazione globale della molteplicità dei fenomeni osservati, di avanzare qualche ipotesi sulla natura e sulla storia del codice. In appendice a questa prima parte vengono editi gli articoli estratti dalla Lectura super Apocalipsim in quella che Koch definì "Franziskanerliste" (ms. Laur. S. Croce Plut. XXXI Sin. 3).

Parole Chiave: - Teologia medievale - Pietro di Giovanni Olivi - Giovanni XXII - Teologia francescana – Codicologia

 

Felice Accrocca, Il libro secondo De amore euangelico nel codice Vaticano Capponiano 207 559-570

Parole Chiave: - Spiritualità francescana - Commenti alla Regola francescana - Il libro secondo De amore euangelico


Key Words: - Franciscan Spirituality - Francis of Assisi Rule's Commentaries - The second book of the work De Amore Evangelico

 

Aleksander Horowski, Chiara d'Assisi in alcuni sermoni medievali 645-703

Sommario: - L'articolo presenta l'edizione critica di alcuni sermoni latini su santa Chiara d'Assisi, provenienti dal XIII e XIV secolo. Eccetto che per tre autori conosciuti – i famosi predicatori francescani Corrado Holtnicker, Bertoldo da Regensburg e Bertrando de La Tour – si tratta di sermoni anonimi, conservati soprattutto nei manoscritti del Sacro Convento di Assisi, oppure facenti parte delle cosiddette Collectiones Fratrum Minorum. Vengono analizzati la struttura dei sermoni, la scelta dei temi biblici (themata) e l'utilizzo delle fonti agiografiche.

Parole chiave: Chiara d'Assisi – agiografia medievale – predicazione medievale – Corrado Holtnicker (di Sassonia) – Bertoldo da Regensburg – Bertrando de La Tour.

Summary: - The article presents the critical edition of some 13th-14th cent. Latin sermons on St Clare of Assisi. Excepting three of which the authors are known - the famous Franciscan preachers Conrad Holtnicker, Berthold of Regensburg and Bertrand de La Tour – all the others are of anonymous origin; they go back mainly to the MSS of the Sacro Convento of Assisi, or forming part of the so-called Collectiones Fratrum Minorum. Here an analysis is made of the structure of these sermons, the choice of biblical themes, and the use of hagiographical sources in them.

Keywords: Clare of Assisi - medieval hagiography - medieval preaching - Conrad Holtnicker (of Saxony) - Berthold of Regensburg - Bertrand de La Tour

 

Silvia Romanelli, Insediamenti francescani femminili in Piemonte nel secolo XIII 705-752

Sommario: - Il contributo, sulla diffusione delle Clarisse in Piemonte nel secolo XIII, fa parte di un progetto di ricerca più ampio, che mira a ricostruire, attraverso fonti documentarie, il tessuto insediativo e il processo di espansione del francescanesimo femminile nelle regioni italiane nella sua prima fase. Abbiamo rintracciato presenti in Piemonte nel secolo XIII sei insediamenti, il primo dei quali è S. Serafia a Tortona, fondato prima del 1228. Nel secolo XIII l'attuale Piemonte faceva riferimento in parte alla provincia minoritica di Genova e in parte a quella di Milano. Il maggior numero di comunità, quattro, risulta situato nella Provincia Ianuensis (Tortona, Alessandria, Torino, Asti), mentre solo due (Novara e Ivrea) sono nella Provincia Mediolanensis. Anche in Piemonte, i loca sororum rispondono alla specificità insediativa francescana, esterna alla cinta muraria e prossima alle porte e agli assi viari, e successivamente inglobata nel tessuto urbano. Riguardo alle fonti per le informazioni utili al nostro studio, la maggior parte proviene da bolle pontificie e dalla storiografia locale, soprattutto eruditi dell'Ottocento; in qualche circostanza si è rivelato determinante il ricorso alla consultazione dei fondi d'archivio.

Parole chiave: - Piemonte sec. XIII – Clarisse – Monasteri – Storia della Chiesa

Summary: - The present essay on the spread of the Poor Clares in Piedmont in the 13th cent. is part of a broader research project, aimed at reconstructing, through documentary sources, the first phase of the settlement structure and the process of expansion of the women Franciscans in the Italian regions. Six settlements have been retraced in Piedmont in the 13th cent., the first of which is Saint Seraphia in Tortona, founded before 1228. In the 13th cent. today's Piedmont also embraced some parts of the Minorite provinces of Genoa and Milan. Four of these communities (Tortona, Alessandria, Turin and Asti) were located in Provincia Ianuensis, while only two (Ivrea and Novara) were in Provincia Mediolanensis. Besides in Piedmont, loca sororum refers to the specificity of the Franciscan settlement, sitting outside the city walls and close to the ports and roads, and subsequently incorporated into the urban fabric. As to the study's source material, the major part comes from papal bulls and local historiography, especially of the 19th cent. scholars; in some circumstances the consultation of local archival collections proved to be crucial.

Keywords: - XIII cent. Piedmont – Poor Clares - Monasteries - Church history

 

Donatella Lisciotto, Ricostruzione architettonica. Montevergine dopo il 1908 753-769

Sommario. – Il terremoto del 1908 causò gravissimi danni al monastero di Montevergine di Messina, alla chiesa e alle sue opere d'arte, delle quali rimasero solo macerie. Si provvide alla ricostruzione con l'aiuto dell'arcivescovo mons. D'Arrigo, che si oppose al Piano Regolatore del 1911 e ottenne i fondi per i lavori, e del successore, mons. Paino, che fece del Monastero la sede dell'Archimandritato. Alla nuova struttura furono aggiunti due portoni laterali e la chiesa fu ricostruita a quattro metri dal livello stradale, con due scalinate a doppia rampa che portavano all'ingresso. Dopo un qualche tempo di stabilità, i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale rese necessariao un nuovo impegno di ricostruzione.

Parole chiave. – Messina – Sec. XX – Monastero Montevergine – Monache clarisse.

Summary. - The earthquake of 1908 caused serious damage to the Monastery of Montevergine of Messina, the church and its artworks, of which only ruins remained. Provision was made for the reconstruction with the help of Archbishop D'Arrigo, who opposed the Master Plan of 1911 and obtained funds for the work, and his successor, Mgr Paino, who made the monastery into the headquarters of the archimandrite. Two side doors were added to the new structure and the church was rebuilt four meters above street level, with two double stairways leading to the entrance. After some time of stability, the bombing of World War II called for a further commitment to reconstruction.

Keywords. – Messina - twentieth cent. – Monastery Montevergine – Poor Clare nuns

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Recensiones 771-860

Opera ad directionem missa 861-866
Index personarum 867-894
Index rerum 895-905

 

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